Se dal punto di vista politico dobbiamo recuperare le buone relazioni che avevamo prima del caso Marò, da quello economico c’è bisogno di un vero inizio convinto per non perdere questa grande opportunità che abbiamo. Le dimensioni dell’interscambio sono uguali a quelle che abbiamo con la Polonia (che ha 40 milioni di abitanti). E’ un risultato molto deludente, considerando che l’India è un paese in via di sviluppo e che conta 1 miliardo e 200 mila abitanti.

Quando, nei primi anni ’90, Manmohan Singh avvio quelle riforme che avrebbero fatto crescere in maniera esponenziale il paese, erano i grandi imprenditori privati del paese a opporsi al cambiamento, temendo i concorrenti stranieri. Si organizzarono in una lobby (il Club di Bombay), ma pochi anni dopo erano loro che acquistavano altre aziende in giro per il mondo. Alle loro spalle è nata una nuova generazione di imprenditori che ha fatto dell’India un colosso dell’ Hi-tech. Il paese, che ha grandi competenze in ricerca,  hi-tech e industria farmaceutica favorisce un modello di sviluppo industriale integrato con i servizi.

Prime Minister Narendra Modi speaks during the inauguration ceremony of the 'Make In India' week in Mumbai, February 13, 2016. REUTERS/Danish Siddiqui

In India metà della popolazione ha meno di 25 anni (stiamo parlando di 600 milioni di persone) . L’apertura del mercato interno e lo sviluppo delle infrastrutture possono liberare un potenziale immenso di un paese molto orientato al business.

Ora veniamo ai nostri problemi: L’Italia ha da sempre seri problemi a interfacciarsi con mercati lontani e molto diversi culturalmente. Le nostre PMI sono quasi sempre lasciate da sole a cercare di interagire e di conseguenza noi restiamo un partner secondario.

Il nostro sistema deve trovare motivazioni serie per entrare da subito in un paese così grande, in forte crescita, dalle grandi prospettive e nel quale sta crescendo una sempre più folta classe media di professionisti.