Che la globalizzazione avesse il grande impero mandarino al centro lo sapevamo già, ma se parliamo di mappe e poniamo la Cina al centro del mondo vengono fuori questioni interessanti di geopolitica.

L’idea di una nuova prospettiva è venuta al professore Hao Xiaoguang dell’Accademia delle scienze cinese, titolare della cattedra di Geofisica e geodesia (Studio della forma semplificata della Terra) , che ha realizzato quattro serie di cartine della terra, ognuna basata su un emisfero al centro. Nel particolare analizziamo quella con al centro l’emisfero meridionale. Del resto il nome in mandarino della Cina è “Zhongguo”, ovvero impero di mezzo.

Cambiando la prospettiva anche gli americani stanno meno tranquilli perchè passando per l’artico New York dista da Pechino soltanto 11 mila km invece dei 19 mila via oceano pacifico. Ben 8 mila km in meno che fanno una bella differenza sulla rotta di un missile intercontinentale.

L’ambizione dichiarata del presidente Xi Jinping è di prendere la guida della ri-globalizzazione mondiale e per questo i cinesi puntano ad aprire una nuova via della seta stradale e marittima con progetti di investimenti per centinaia di migliaia di dollari. Se ci ricordiamo bene i cinesi furono gli unici a investire con decisione sulla Grecia (mentre tutti se la davano a gambe) per il porto del Pireo

(leggi qui: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-25/le-mani-cinesi-grecia-ecco-come-pechino-ha-puntato-economia-ellenica-mentre-tutti-scappavano–171750.shtml ).

Un terminale importante verrebbe creato anche in Italia, precisamente a Venezia, stiamo a guardare.

Per saperne di più della “Terra di mezzo” leggete il saggio del sinologo Timothy Brook La mappa della Cina del signor Selden. Il commercio delle spezie, una carta perduta e il Mar Cinese Meridionale

 

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